Premessa
Il Progetto Speciale Via Clodia riguarda il territorio attraversato dall’antica strada etrusca, poi ristrutturata dal romani, nel tratto, poco conosciuto, fra Tuscania e Saturnia.

3_Il FloraQuesto territorio, a cavallo fra la Toscana ed il Lazio settentrionale si configura come un’Area Interna secondo la definizione che ne dà il Ministero della Coesione Sociale: “Aree Interne  sono quella vasta e maggioritaria  parte del territorio nazionale non pianeggiante, fortemente policentrica, con diffuso declino della superficie coltivata e spesso affette da particolare calo o invecchiamento demografico.”

L’ Area esaminata offre opportunità di sviluppo solo parzialmente sfruttate; un’agricoltura con alcune eccellenze, come nella coltura dell’olio, ricchezza del patrimonio culturale; importanti valenze paesaggistiche ed ambientali, potenzialità turistiche ma è anche pericolosamente esposta allo sfruttamento incontrollato delle fonti di energia rinnovabili (parchi eolici e fotovoltaici).
Il criterio proposto per la delimitazione dell’ Area Interna non segue i confini amministrativi bensì si basa sulle diversità e specificità  dei territorio interessato.

L’Area Interna, fin qui indagata essenzialmente sotto il profilo dei Beni Culturali e Ambientali, è costituita della parte settentrionale della Tuscia laziale e della parte meridionale della Maremma toscana. L’area, indicata dalla mappa allegata in scala 1:25.000, è composta dai seguenti comuni e frazioni del Lazio: Tuscania, Arlena di Castro, Tessennano, Canino, Montalto di Castro, Cellere, Farnese, Latera, Ischia di Castro, Valentano, Piansano,  Capoldimonte, Marta, Grotte di Castro

Gradoli, Acquapendente, Onano, Proceno, San Lorenzo Nuovo; e della Toscana costituenti l’Area Interna “Valle dell’Albegna”: Orbetello, Capalbio, Pitigliano, Manciano, Saturnia, Sorano, Sovana, Magliano in Toscana, Scansano, Monte Argentario, Isola del Giglio.

La popolazione residente è  di abitanti 50.504 nel Lazio e 55.568 in Toscana.

La seguente relazione ne illustra alcuni tratti qualificanti attraverso l’analisi di alcuni dei temi chiave: il paesaggio etrusco, l’antica via Clodia, strada di collegamento fra i centri etruschi;  l’unificazione del territorio sotto il dominio della città etrusca di Vulci, le necropoli, la nascita dei centri storici medioevali; il Ducato di Castro, feudo dei Farnese.

In epoca antica il comprensorio era attraversato dalla via Clodia – tracciata dagli etruschi e ristrutturata in epoca romana -, nel tratto che  nel tratto che da Saturnia, città di fondazione romana, conduce alla città etrusca di Tuscania, per poi volgere in direzione di Roma.

L’ambito territoriale costituisca una parte della cosiddetta Maremma meridionale; territorio compreso fra la foce del fiume Arrone a sud e i monti dell’Uccellina a nord. Esso costituisce un comprensorio geografico non pianeggiante, con una pluralità di borghi di qualità, con al centro il massiccio del Monte Amiata dal quale nascono i due principali corsi d’acqua della regione, il Fiora e l’Albegna.

Dal punto di vista geomorfologico l’area è divisa in due grandi settori il cui confine è segnato approssimativamente dal corso del Fiora: i terreni vulcanici e tufacei del Lazio settentrionale e quelli calcarei della Toscana meridionale. Anche morfologicamente le due aree si presentano molto diverse: la parte meridionale della Toscana è caratterizzata da vasti pianori con numerose colline piatte e tabulari; quella del Lazio settentrionale, con alcune significative propaggini in Toscana (Pitigliano, Sovana) è caratterizzata da rilievi tondeggianti interrotti da valli e pianure.

In epoca antica la costa, una sottile striscia bassa  e sabbiosa, ad eccezione dei promontori calcarei di Telamone e Cosa, è stata caratterizzata  da un equilibrio idrico molto precario; una serie di dune parallele alla spiaggia, accumulatesi progressivamente, hanno favorito la formazione di lagune soggette ad impaludamento per l’azione combinata  delle correnti che ne insabbiavano gli sbocchi al mare e dei fiumi che, accumulando i detriti, ne innalzavano i fondali. Le paludi hanno caratterizzato la costa fino alla bonifica dell’Ente Maremma.

L’area è nel complesso fertile, sia nelle paludi costiere, adatte all’orticoltura e ai cereali, sia nelle valli e nelle aree pedecollinari particolarmente adatte alla arboricoltura. Molto fertili sono i terreni sulla valle del Fiora per l’azione di erosione del fiume sui terreni tufacei e trachitici di origine vulcanica in cui esso scorre. L’interno caratterizzato da un rilievo più aspro ed accidentato è più idoneo alle colture estensive ed al pascolo.

Ing. Paolo De Rocchi  -  Italia Nostra
Dott. Paolo Gasparri – Assotuscania
Arch. Francesco Montuori – Studio di Architettura Montuori Associati